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Caso Carlo Mazza, l’omicidio dell’imprenditore di Parma
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Carlo Mazza, il giallo di Parma: l’imprenditore ucciso in auto e la lunga ombra di Katharina Miroslawa

scena del crimine in un terreno fangoso con segnalini di prove

La storia del caso Carlo Mazza, l’imprenditore parmigiano ucciso nel 1986: la relazione con Katharina Miroslawa, la polizza vita, i processi, le condanne e i dubbi rimasti.

Il caso Carlo Mazza è uno dei gialli più discussi della cronaca nera parmigiana degli anni Ottanta. L’imprenditore, 52 anni, venne trovato morto nella sua Renault, sotto casa, a Parma, nella fredda mattina del 9 febbraio 1986. All’inizio si pensò a un malore, ma l’autopsia cambiò subito il quadro: Mazza era stato ucciso con due colpi di pistola alla testa.

Uomo ricco, conosciuto, mondano, frequentatore di locali notturni, Mazza aveva intrecciato una relazione con Katharina Miroslawa, giovane ballerina polacca naturalizzata tedesca. Quel rapporto, fatto di passione, regali e promesse, diventò presto il centro dell’indagine.

Polizia
Polizia – newsmondo.it

Carlo Mazza: la relazione con Katharina e la pista della polizza

Gli investigatori guardarono alla vita privata dell’imprenditore e soprattutto al possibile movente economico. Mazza aveva stipulato una polizza sulla vita da circa un miliardo di lire a favore di Katharina. Per l’accusa, quella polizza sarebbe diventata il movente del delitto.

La ricostruzione giudiziaria indicò nel marito della donna, Witold Kielbasinski, l’esecutore materiale dell’omicidio, mentre Katharina venne accusata di concorso morale. Lei si è sempre dichiarata innocente, sostenendo di trovarsi all’estero al momento del delitto e di essere stata trasformata nella “colpevole perfetta” anche per la sua immagine pubblica di ballerina di night.

I processi, la fuga e la confessione tardiva

Il percorso processuale fu lungo e pieno di ribaltamenti. In primo grado Katharina e Witold vennero assolti per insufficienza di prove. In appello, però, il quadro cambiò: emersero nuovi elementi, tra cui il viaggio in auto dalla Germania verso Parma e ritorno nei giorni dell’omicidio.

Nel 1992 arrivò una nuova condanna: Katharina Miroslawa e il fratello Zbigniew Drozdzik a 21 anni e mezzo, Witold Kielbasinski a 24 anni. La sentenza divenne definitiva nel 1993. Katharina fuggì all’estero e venne arrestata a Vienna nel 2000, dopo anni di latitanza. Scontò la pena e tornò libera nel 2013.

Il caso non ha mai perso del tutto la sua zona grigia. Witold, dopo avere scontato la condanna, si attribuì il delitto sostenendo di avere agito da solo per gelosia, ma quella versione non ha cancellato la verità giudiziaria. Katharina continua a proclamarsi innocente. Carlo Mazza, invece, resta la vittima al centro di una storia in cui amore, denaro, processi e dubbi si sono intrecciati per quasi quarant’anni.

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ultimo aggiornamento: 21 Maggio 2026 15:59

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